BRUXELLES: La Capitale Europea del Multiculturalismo

Bruxelles, capitale di un paese così piccolo ma fortemente ospitale, è una di quelle città che non segni nel taccuino dei primi viaggi, infatti, a lei preferisci prima la storia di Roma o di Atene, l’arte di Firenze o di Parigi, la movida di Madrid o di Barcellona, senza parlare di Londra che è diventata così di tendenza negli ultimi anni, soprattutto come luogo dove cercare fortune lavorative.

Nonostante ci siano città e capitali europee ben più note, Bruxelles si colloca fra quelle, da visitare almeno una volta nella vita, perché se pur piena di contraddizioni nasconde molte sfaccettature, che la rendono unica agli occhi del visitatore.

Il nostro viaggio non può che non iniziare dal simbolo della città, la Grand Place, a nostro parere una delle piazze più belle d’Europa, che nascosta dagli edifici circostanti ci appare maestosa solo nel momento in cui facciamo ingresso da uno dei suoi sei vicoli. Contornata da numerosi palazzi che si fanno notare per le loro decorazioni dorate, la giriamo in lungo ed in largo non riuscendo a smettere di fotografarla da ogni sua angolazione. Ovviamente l’edificio che spicca maggiormente è il Municipio, l’Hotel de Ville l’unica costruzione a scampare al bombardamento francese che rase completamento al suolo la piazza a fine 1600. 

La Grand Place

La nostra passeggiata nella zona bassa della città prosegue con la visita alle cosiddette statue che fanno la pipì, il Manneken Pis che si trova in Rue Charles Buls, altro simbolo della città noto per il suo ampio guardaroba, stimato in circa 800 capi che vengono cambiati a seconda dei vari periodi e ricorrenze dell’anno, e la sua sorellina la Jeanneke Pis che si trova proprio di fronte alla birreria più famosa della capitale belga il Delirium Cafè.

Manneken Pis

Continuiamo a camminare lungo i vicoli tra un murales e l’altro, fino ad arrivare, nel quartiere più elegante e regale della città, la zona di Place Royale, che si trova nella parte alta. Attraversiamo il Parc de Bruxelles fino ad arrivare al Palazzo Reale che rappresenta tutt'oggi la residenza ufficiale dei reali anche se la famiglia non vi vive. Da qui proseguiamo in direzione del Palazzo di Giustizia entrando nel quartiere di Sablon che ospita una bellissima chiesa gotica l’Eglise Notre Dame du Sablon che abbiamo il piacere di visitare al suo interno. La visita della parte alta della città si conclude con un’ottima vista panoramica dalla terrazza posta proprio dietro il Palais de Justice.

Vista panoramica sulla città

E’ arrivata l’ora di gustarci un aperitivo in tranquillità, e su consiglio del receptionist dell’hotel dove siamo ospiti, ci spostiamo nel quartiere retrostante la piazza della Borsa dove ci sediamo in uno dei tanti localini con i tavolini all’aperto e ci beviamo un’ottima Affligem Tripel, birra belga tipica delle Fiandre a triplo malto, una delizia. Per cena invece ci rechiamo nel quartiere di Sainte-Catherine, dove ceniamo al ristorante Viva M’Boma che offre piatti della tradizione belga.

 

L’indomani mattina, il nostro giro turistico alla scoperta della capitale belga continua. Prima tappa di questa nuova giornata è l’Atomium nei quartieri periferici a nord della città, facilmente raggiungibile con la metropolitana (fermata Heysel della linea 6). Appena arrivati rimaniamo colpiti dall'altezza di questo strano monumento, misura ben 102 metri, e dal suo essere straordinariamente moderno nonostante la costruzione sia stata realizzata in occasione dell’Esposizione Universale del 1958. Composto da nove grandi sfere di metallo collegate tutte fra di loro da dei tubi di acciaio, disposte in modo da raffigurare la struttura di un atomo, questo è stato il simbolo del progresso del dopoguerra belga. L’interno è dotato di ascensori e scale mobili che permettono di passare da una sfera all'altra. Con l’ascensore centrale si arriva alla sfera più alta dalla quale si gode un’ottima vista di Bruxelles, le scale normali e quelle mobili danno accesso ai piani inferiori, dove è collocato un museo che ripercorre tutte le tappe che hanno portato alla costruzione di quello che ad oggi è diventato uno dei simboli più importanti della città.

L'Atomium

Nel primo pomeriggio decidiamo di prendere parte alla visita di un Museo che non è solito essere meta molto frequentata dai turisti: il campo di battaglia di Waterloo. Ci spostiamo con i mezzi pubblici, treno da Bruxelles Central fino alla stazione ferroviaria di Braine l’Alleud e da qui autobus fino al luogo della battaglia. Visitiamo il Memoriale, che a nostro avviso è veramente fatto bene, interattivo e con effetti speciali che culminano con l’avvincente film in 3D della durata di 15 minuti che fa rivivere nei minimi dettagli l’intera giornata che sancì la sconfitta definitiva di Napoleone per mano degli inglesi comandati dal Duca di Wellington. Successivamente saliamo sul Butte du Lion, una collina artificiale torreggiata da un leone di bronzo dalla quale è possibile capire i luoghi dove si è svolta la battaglia compresa la Hougoumont, la tradizionale fattoria dove ebbe inizio lo scontro. Per chi fosse interessato ogni anno il 18 Giugno, giorno della battaglia si può assistere alla sua rievocazione vivente. 

Memoriale del Campo di Battaglia di Waterloo

Terminata questa interessante visita, facciamo ritorno in centro, dove dopo aver visitato la Cattedrale cittadina di Saints Michel et Gudule decidiamo di goderci una camminata che da qui ci porta fino al polmone verde della città, il Parc du Cinquentenaire, passando dai Quartier Generali dell’Unione Europea. Arrivati in prossimità dell’arco trionfale che ricorda molto l’Arco di Trionfo parigino ma anche la Porta di Brandeburgo tedesca, ci sdraiamo sul prato per riprendersi un po’ dalle fatiche della giornata.

Parc du Cinquentenaire ed il suo arco

La serata prosegue con un’ottima birra nel locale più famoso del Belgio, il Delirium che conta nel suo menù più di 2000 tipologie di birre, e termina con un’ottima cenetta a base di pesce sempre nel quartiere di Sainte-Catherine, al ristorante Rugbyman.

La via che ospita il Delirium Cafè

Il nostro viaggio nella capitale belga termina qui, in quella che per noi è sembrata una vera e propria culla del multiculturalismo, dove vivono a stretto contatto francofoni e fiamminghi, eurocrati ed immigrati, con tradizioni e ideologie fortemente distanti fra loro che la rendono un modello da seguire per le altre nazioni, ma che allo stesso tempo l’hanno vista protagonista di eventi spiacevoli in termini di sicurezza.

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