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Tutto quello da sapere sulla Baia di Halong

A volte l’ispirazione di intraprendere un nuovo viaggio inizia dalla conoscenza di quei luoghi considerati simbolo di un Paese.

 

E’ quello che è successo a noi con il Vietnam, del quale eravamo rimasti stupefatti dalle immagini di Halong Bay.

 

Questo paradiso annoverato fra le 7 meraviglie del mondo naturale e considerato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO occupa una superficie di 1500 Kmq, nella quale sono disseminati circa 2000 pinnacoli rocciosi dalle forme e di grandezze diverse.

 

Secondo una delle tante leggende su Ha Long, che in vietnamita significa drago discendente, la baia si formò quando un dragone gigantesco s’immerse nel golfo del Tonchino e creò gli isolotti frustando il mare con la coda; in realtà la sua particolare conformazione è dovuta da un’erosione durata millenni.

 

Trattandosi di una delle mete che sicuramente non mancherà nel vostro itinerario di viaggio alla scoperta del Vietnam, vi vogliamo lasciare alcuni consigli preziosi che vi possono aiutare a scoprirla.

QUANDO ANDARE

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Le Nostre Migliori Dis/Avventure

Solitamente i nostri articoli non sono mai firmati…questo invece si…perché vuole essere una sorta di “regalo di Natale” che io (Francesca ) faccio ai miei compagni di avventure.

 

È un ripercorrere quelli che sono stati i momenti più emozionanti ed avventurosi di questi ultimi anni in giro per il mondo.

 

Se chiudo gli occhi il ricordo che più mi torna alla mente è il nostro incontro con un esemplare di orso, per fortuna non troppo grande, ma non per questo meno pericoloso…più esattamente chiamato Sun Bear...tipico del Borneo indonesiano.

 

Si perché a noi le cose semplici che fanno tutti i turisti, proprio non ci piacciono...

 

Invece di prendere il sentiero segnalato e consigliato, ci siamo infatti voluti avventurare, insieme a quel pazzo della nostra guida, nel bel mezzo della jungla…ed è cosi che dopo un bell’incontro ravvicinato con un maschio di orangotango abbiamo avuto il piacere di imbatterci anche in questo particolare orso che a quanto pare è tanto difficile da avvistare…

 

Ma il caso ha voluto che toccasse proprio a noi!

 

Alla fine però tutto è andato per il meglio…anche se a differenza vostra che eravate tutti eccitati, io ho quasi rischiato l’infarto.

 

Di esperienze con gli animali ne abbiamo avute tante…come quella volta alle Cascate di Iguazu, in Brasile, quando sono stata aggredita da quel simpatico ( per modo di dire) animaletto…chiamato coati..che oltre a rubarmi il panino mi ha quasi staccato una mano…

 

E come se non bastasse mi sono anche sentita dire da voi “ Franci te l’avevamo detto di stare attenta”

 

ricordo che avete anche creato una canzoncina sull’accaduto per prendermi in giro…

 

Fatto sta che sono dovuta stare due giorni con la mano fasciata ☹

 

Durante quel viaggio quell’anno ne successero di cose…ma è stato probabilmente il nostro viaggio più bello…

 

Ci trovavamo nella zona del Pantanal nello stato del Mato grosso , la parte più selvaggia del Brasile, e dopo una pesca al piragna decidiamo di farci una bella cavalcata tra le infinite praterie di questo posto.

 

Peccato solo che non eravamo, e non lo siamo nemmeno adesso, dei cavallerizzi esperti ..quindi dopo due ore di trotto “forzato” mentre i cavalli sfrecciavano tra alberi ed arbusti di rovi, ci siamo ritrovati con graffi e pantaloni strappati, ma anche con il ricordo di una delle esperienze più belle di tutte.

 

Ci siamo addormentati (dopo 24 ore che eravamo svegli) ad una partita nello stadio Maracana a Rio de Janeiro.

 

Abbiamo dormito dentro delle tende berbere in mezzo al deserto del Sahara, in Marocco, e anche in una capanna nel cuore dell’Amazzonia in Ecuador, scalato il suo vulcano più importante, il Cotopaxi , arrivando fino al ghiacciaio a 5000 mt, mentre con il cuore in gola e quasi senza più fiato, ho pensato “ma chi me lo fa fare di seguirli ogni volta”.

 

Ci siamo ritrovati su di una barca con mare forza nove, al ritorno dalle Isole Galapagos e prima ancora su di un volo dall’Amazzonia a Quito che ci ha fatti spaventare parecchio.

 

In Indonesia , nell’isola di Giava , abbiamo aspettato l’alba ammirando il Monte Bromo e anche fatto un trekking di notte per arrivare fino al cratere del vulcano Kawah Ijen indossando maschere antigas a causa dello zolfo, ed assistito allo spettacolo delle fiamme blu.

 

Abbiamo ballettato a ritmo di rumba per le strade di Cuba e ci siamo quasi persi invece per le strade della Cappadocia, in Turchia, mentre cercavamo il caravanserraglio.

 

Sempre in Cappadocia, una mattina all’alba con dietro lo spettacolo delle mongolfiere, ho ricevuto la proposta di matrimonio , mentre Fede, ignara di tutto, stava filmando il momento pensando invece di farmi una semplice foto.. a dimostrazione del fatto che siamo sempre insieme anche nei momenti più importanti.

 

Quest’anno, in Vietnam,nella città di Hoi An, ci è mancato poco che ci arrestassero, perchè non volevamo scendere da una barca che avevamo pagato.

 

E siamo quasi cappottati con il kayak nelle acque della meravigliosa Baia di Halong.

 

Abbiamo incontrato tante persone di culture e idee diverse, ognuna con la propria storia da raccontare , che noi abbiamo ascoltato, imparato e rispettato.

 

Siamo rimasti inebriati dalla spiritualità che si respira a Bali tra i suoi numerosi e meravigliosi templi.. anche se poco dopo aver meditato...abbiamo bisticciato con dei babbuini che ci avevano quasi invaso la camera. D’altra parte alloggiavamo accanto alla Monkey Forest...era quindi prevedibile 😊

 

Abbiamo visto i Big Five durante un safari in Kenya e ci siamo “ammalati “ del Mal d’Africa , che altro non è che quella profonda sensazione di nostalgia di chi ha visitato l’Africa almeno una volta e desidera fortemente tornarci.

 

All’Havana, nel 2016, abbiamo scattato e pubblicato la prima foto da Cognatintrip…

 

Ma se non ricordo male il nostro primo viaggio insieme è stato Santorini nel 2010, dove io sono finita al pronto soccorso dopo una partita di beach volley con dei greci, con la convinzione di essermi rotta i polsi...abbiamo poi sentito delle scosse di terremoto e perso la macchina fotografica di Fede..

 

Ah ed è sempre in quella vacanza, mentre dovevamo ritornare a nuoto alla nostra barca che a Matte è venuta la paura di nuotare…

 

Come prima vacanza tutti insieme niente male…però davvero bellissima Santorini e i suoi tramonti poi… indimenticabili!

 

Abbiamo mangiato la carne di coccodrillo e assaggiato il brodo di piragna…

 

Iacopo anche le rane fritte e qualche altra schifezza.

 

Abbiamo festeggiato i 30 anni miei e di Fede a Madrid mangiando paella e guardando uno spettacolo di flamenco…i 31 invece ammirando la bellissima Tour Eiffel di notte dalla torre di Montparnasse...quest’anno invece bevendo limoncello nella piazza più “In” di Sorrento.

 

Sappiamo qualche parola di swaili e due di numero di portoghese…la maggior parte del tempo in Brasile abbiamo comunicato a gesti…anche se Iacopo, mettendo qualche parola a caso, era convinto di saperlo parlare.

 

Negli anni ci siamo però perfezionati molto con l’inglese...e pochissimo con il francese, mentre io continuo a sostenere di sapere anche lo spagnolo...perchè un po' l’ho studiato e quindi lo s...anche se in Argentina con la receptionist di un ostello che mi parlava a tutto fuoco, ammetto di aver capito il giusto.

 

Del tedesco non sappiamo nemmeno una parola.

 

Berlino ci ha incupiti un po'…forse a causa del tempo sempre grigio, ma credo più per la sua storia, tuttavia pensiamo sia una città che vale davvero la pena di vedere anche per capire tante cose.

 

In Thailandia abbiamo anche fatto finta di pregare Buddha…per convincere la guardia del palazzo reale di Bangkok a ridarci il telefono di Matteo….sequestrato per aver fatto una foto dove non si poteva.

 

All’Isola d’Elba abbiamo lanciato l’ancora del nostro gommone a noleggio, incagliandola sulla punta del relitto di Pomonte…mentre poco dopo un’onda ci ha quasi fatti naufragare.

 

E poi ci sono tutte le peripezie dentro gli alberghi….io che ultimamente punto a quelli più confortevoli e voi che invece mi faresti dormire nelle peggio bettole.

 

Ormai la regola è che quando ci consegnano le chiavi delle camere fate scegliere a me quella che mi piace di più…per evitare le mie lamentele dopo.

 

Peccato però che finisce sempre che scelgo la peggiore ☹

 

La più umida..la più fredda…dove non fa la doccia ..dove non ci sono le tende ecc..

 

Nel programma Il Mondo insieme alla domanda di Licia Colò “ragazzi voi cosa fate per viaggiare senza spendere tanto?”

 

La nostra risposta è stata “andando a lavorare”

 

E tutti giù a ridere

 

Il mio augurio è di passare ancora altri momenti così almeno per i prossimi 100 anni

 

“Seguite l’impulso del momento e salite su un aereo o fate il pieno alla macchina e partite. La meta non ha importanza. L’obiettivo è viaggiare con poco bagaglio, stendere le ali e mettere alla prova la vostra capacità di mollare tutto. Lanciarsi istintivamente in un’avventura e allontanarsi per un po’ dalla propria vita è una sensazione straordinaria di libertà.”

(Lynn Gordon)

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Marafa: “Il luogo che si rompe da solo”

Chiamato in lingua locale Nyari “il luogo che si rompe da solo” o più conosciuto con il nome di Hell’s Kitchen “la cucina del diavolo” per le eccessive temperature che si possono raggiungere, il canyon di Marafa è una dei luoghi naturali più belli ed affascinanti del Kenya.

Dista circa 60 Km dalla località balneare di Watamu e 40 Km dalla città di Malindi, ed è raggiungibile con un mezzo privato (taxi) o con un tour di gruppo che parte proprio da queste due località.

Lungo il tragitto si possono osservare boschi di acacie, immense piante di baobab e villaggi tradizionali dove i bambini ti corrono incontro per salutarti.

Questa depressione che stupisce per i suoi colori che cambiano dal bianco all’ocra fino al rosso intenso, è dovuta dall’erosione della roccia arenaria causata dagli agenti atmosferici come vento ed acqua, che hanno dato origine nei secoli a questo spettacolo della natura.

Gli abitanti di Marafa però hanno una versione tutta loro sulla nascita di questo luogo; infatti secondo una delle tante leggende in questa zona, un tempo verde e fertile, viveva una famiglia ricca che aveva talmente poco riguardo verso i propri averi da fare il bagno e lavare i vestiti nel latte prodotto dal loro bestiame.

Un giorno Dio si adirò per tale spreco facendo sprofondare l’intera famiglia in questa gola dove il colore bianco e rosso delle sue pareti deriverebbe dal latte e dal sangue di questi malcapitati.

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Week-end tra Sorrento e Positano

“Perché non ci facciamo un bel week-end a Sorrento, e magari potremo abbinarci anche una visita a Positano...che ne dite?”

E' cosi che nasce il nostro fine settimana di inizio ottobre in Costiera.

Treno delle 7.00 da Firenze S.M.N. , direzione Napoli, e poi circumvesuviana, a mezzogiorno siamo a Sorrento, giusto in tempo per gustarci un’ottima pizza, di quelle che mangi solo se vieni da queste parti.

Ma non abbiamo troppo tempo da perdere, e cosi iniziamo subito il nostro giro.

Nonostante siamo già in autunno qui sembra che l'estate non voglia ancora andarsene; Piazza Torquato Tasso e le sue viuzze brulicano ancora di turisti, chi se ne sta ad un tavolino fuori a bere un buon limoncello e chi invece ha ancora voglia di farsi un bel bagno in mare...e come dargli torto!

Incuriositi dalle numerose foto che si trovano sul web ci dirigiamo subito verso il Vallone dei Mulini, che si trova proprio alle spalle della Piazza.

Un profondo solco creatosi all’interno della roccia dove vi è un antico mulino un tempo usato per macinare il grano e ora abbandonato.

Ciò che rende particolare questo luogo è il fatto che una fitta vegetazione, a causa della forte umidità si sia impossessata di questo edificio ricoprendolo quasi totalmente, e conferendogli un aspetto davvero suggestivo.

Peccato solo che noi lo abbiamo trovato in ristrutturazione.

Tappa successiva la Chiesa di San Francesco e il suo relativo chiostro francescano

È quest’ultimo a catturare maggiormente la nostra attenzione, delimitato da delle colonne e archi di tufo e arricchito da una vivace vegetazione ci appare come un luogo mistico e quasi magico, sede infatti di numerosi eventi che si svolgono qui a Sorrento come concerti musicali, mostre d’arte ma anche numerosissimi matrimoni soprattutto internazionali; noi ad esempio ne abbiamo trovato uno scozzese.

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Cose da non perdere ad Hanoi

Un viaggio in Vietnam non può prescindere dalla visita della sua capitale: Hanoi

Una città tipica del sud est asiatico, caotica, viva, ricca di storia con un passato coloniale francese ed una forte influenza cinese, tratti così interessanti che la fanno entrare di diritto fra le nostre preferite.

Questa antica capitale rappresenta, quasi sempre, la base iniziale di un viaggio in Vietnam e noi vi portiamo a scoprire le cose assolutamente da non perdere.

Quartiere Vecchio di Hanoi

Il dedalo di strade del quartiere vecchio è senza dubbio la zona più autentica e caratteristica della capitale, il cuore pulsante della città dove è facile perdersi nel groviglio delle sue vie. Quelle vie che prendono il nome dalla tipologia di attività svolta; è possibile passare da negozi di sete, a botteghe di fabbri, da negozi di abiti da spose a botteghe di vetrai ed a tante altre forme di artigianato.

Una cosa che in questa zona non manca è lo street food, qui ogni ora è buona per sedersi sui bassi sgabelli lungo strada ad assaggiare le pietanze locali accompagnati da una Bia Hoi ghiacciata, una tipica birra bionda artigianale.

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TOUR VIETNAM E CAMBOGIA

20 Giorni - 18 Notti

1° Giorno: Italia - Guangzhou - Hanoi

Partenza dall’aeroporto di Roma dove faremo scalo nella città di Guangzhou, prima di arrivare il giorno seguente nella capitale Hanoi

2° Giorno: Hanoi

Sbrigate le formalità di ingresso, ci dirigiamo in taxi verso il nostro hotel. Una volta sistemati inizia il tour alla scoperta del quartiere vecchio della città considerato il cuore pulsante della capitale e caratterizzato da numerose viuzze che prendono il nome del prodotto tradizionale che viene venduto in quella determinata area. La prima tappa è il Tempio di Ngoc Son meglio conosciuto con il nome di “Tempio della Montagna di Giada” che sorge su un isolotto del Lago Hoan Kiem raggiungibile percorrendo un ponte rosso in stile vietnamita. Seguiremo poi, un itinerario che ci farà scoprire tutte le particolarità dell’antico quartiere fino ad arrivare ad uno dei punti più fotografati della città, ovvero l’incrocio dove la ferrovia passa fra le abitazioni, dove attenderemo anche il passaggio del treno.

Per cena possiamo deliziarci il palato prendendo parte ad uno street food tour e gustando una Bia Hoi la birra bionda vietnamita in uno dei locali del centro.

Pernottamento ad Hanoi.

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Gubbio ed Eurochocolate Perugia: Week-end di Gruppo 19 - 20 Ottobre

GUBBIO si trova nella parte nord-orientale dell’Umbria sulle pendici del monte Ingino; in vetta a questo colle domina dall’alto la basilica di Sant'Ubaldo, che custodisce le spoglie del patrono. E' considerata da studiosi e ricercatori la più bella città medievale dell’Umbria e del mondo intero, per conservazione architettonica dei suoi monumenti che testimoniano il suo glorioso e secolare passato, ospita infatti capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.

 

EUROCHOCOLATE è l'evento dedicato al cioccolato per eccellenza, il più importante dell'Umbria, se non d'Italia. L'annuale manifestazione si svolge a Perugia ogni Ottobre. Protagoniste sono le tradizioni della cioccolatiera italiana e internazionale, con i laboratori e gli stand gastronomici dei produttori di cioccolato che vengono allestiti all'interno della manifestazione animando e coinvolgemdo le vie e le piazze del centro storico della città-capoluogo dell'Umbria. Nell'immaginario collettivo, Perugia si è ormai guadagnata la nomina di "Città del Cioccolato"


Programma Dettagliato

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CUBA...OLTRE AL MARE C’E’ DI PIÚ

Con nostra sorpresa ci siamo resi conto che non vi abbiamo mai parlato abbastanza di uno dei nostri viaggi più belli e completi fatti durante questi anni.

Si tratta di uno di quei viaggi con la V maiuscola, di quelli che come ricordo non ti lasciano solo delle belle immagini di panorami...ma anche qualcos’altro.

Il paese di cui vi stiamo per parlare è Cuba.

Un’isola che viene immaginata un pò da tutti (e forse anche da noi prima di andarci) per le sue meravigliose spiagge dalle acque caraibiche o per le coloratissime macchine americane anni ’50, per l’ottimo rum, per la salsa e la rumba.

Che poi, anche solo per tutto questo meriterebbe di essere visitata, ma per noi Cuba è stata molto molto di più.

Naturalmente non si può non passare prima dalla sua intrigante e affascinante capitale l’Havana, di cui però vi abbiamo già parlato in un precedente articolo.

Ciò che ci ha spiazzati e stupiti di Cuba è stata soprattutto la sensazione di viaggiare indietro nel tempo, come se prendendo l’aereo non fossimo solo andati in un altro continente ma anche in un altro spazio temporale.

Per le strade è più facile vedere carrozze con cavalli piuttosto che macchine, contadini che trasportano il latte con dei carretti di legno, un pò come si faceva un tempo e animali che scorrazzano liberi ovunque...casette tutte colorate, con le immancabili sedie a dondolo sulla veranda.

Insomma quella che si percepisce è un’atmosfera semplice e incontaminata, dove tutto sembra essersi fermato.

Consultando il sito di Voyage privè ad esempio, si possono trovare tutte le diverse tipologie di alloggi nelle varie zone di Cuba ma anche numerose offerte sui voli.

Per vivere ancora di più l’autenticità di questo luogo ed entrare a stretto contatto con il suo popolo noi abbiamo deciso di soggiornare, durante tutto il nostro viaggio, nelle tipiche e famose case particular (case private molto simili ai nostri bed and breakfast).

Qui siamo stati accolti ogni volta come dei cari amici e ritrovarsi a cena tutti insieme come fossimo parte della loro famiglia, ballare e cantare le loro canzoni e ascoltare le loro storie è stato forse, l’emozione più grande e il ricordo più bello che ci ha lasciato questo paese.

Quella sensazione di semplicità che si respira e si percepisce soprattutto nella valle di Viñales, che si trova nella parte più occidentale di Cuba.

Una valle che sembra rimasta all’era giurassica con i suoi giganteschi mogotes, particolari formazioni calcaree che si sono create attraverso un processo di erosione circa 160 milioni di anni fa!

Valle di Viñales

Il modo migliore per visitare questo parco nazionale, che è divenuto anche patrimonio dell’umanità, è stato per noi attraverso un’escursione a cavallo...durante la quale abbiamo visitato anche piantagioni di caffè e tabacco, visto che quest’ultimo si dice sia il migliore al mondo, e assistito anche alla creazione dei famosissimi sigari cubani.

Dalla natura incontaminata di Vinales ci siamo spostati poi in una delle città più importanti di Cuba...Cienfuegos!

La Ciudad che mas me gusta a mi” come recita una canzone del famoso artista Benny Morè.

Affacciata sul mare questa cittadina si presenta ai nostri occhi elegante, in perfetto stile coloniale, colorata e dall’anima caraibica, anche se, balli sfrenati e musica a tutto volume fino alle 4 del mattino lungo le vie della città, a tratti l’hanno resa anche troppo caraibica, ma Cuba è anche tutto questo e alla fine non puoi non farti coinvolgere e trascinare dal clima di festa che da queste parti sembra non finire mai.

Inoltre da Cienfuegos si possono fare anche numerose escursioni, come prendere un traghetto e raggiungere il vecchio forte de Jagua costruito un tempo dagli spagnoli contro gli assalti dei pirati.

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Turchia, Cappadocia: la nostra esperienza in 3 giorni

Cappadocia…soltanto pronunciando il suo nome, sembra già di trovarsi in un luogo da sogno. Quel sogno che abbiamo cullato per anni e che si è finalmente realizzato.

Questa terra conosciuta ai più per il romantico volo all’alba delle mongolfiere, o per le falliche formazioni rocciose che prendono il nome di “camini delle fate”, racchiude in se paesaggi lunari, una storia millenaria ed abitanti cordiali e vogliosi di far conoscere il loro territorio.

Il nostro viaggio inizia dall’aeroporto di Kayseri, che dista un’oretta di macchina dalle cittadine più famose come Göreme, Ürgüp ed Uçhisar dove si trova la nostra sistemazione.

Ci accoglie un tempo non propriamente primaverile, ha nevicato nei giorni precedenti e c’è vento, troppo vento; motivazioni che hanno fatto saltare il nostro volo in mongolfiera del giorno seguente.

Ahime nonostante i numerosi tentativi non troveremo posto per volare nelle altre mattine, ed un po’ abbattuti rimandiamo ad un futuro viaggio il nostro desiderio di volare, a detta dei migliori piloti al mondo, nel luogo più affascinante della sfera terrestre.

Giorno 1: Love Valley - Red e Rose Valley - Çavuşin - Devrent Valley

Mattina che inizia quindi con il ritiro dell’auto a noleggio e con la partenza in direzione Love Valley.

Questo luogo magico si trova a pochi km dal centro di Göreme ed offre uno dei panorami più scenografici dove poter scattare foto ai suoi imponenti camini delle fate.

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Mai fidarsi troppo dei Navigatori

Altra disavventura per noi!

 

Ebbene sì anche questa volta l’abbiamo combinata!

 

Come sapete ci trovavamo per Pasqua nella meravigliosa Cappadocia…una terra che ci ha davvero conquistati! Con i suoi paesaggi lunari, dal fascino antico e selvaggio e la miriade di mongolfiere colorate che ogni mattina all’alba regalano panorami romantici e strepitosi.

Il nostro viaggio è stato questa volta particolarmente emozionante anche perché con una macchina a noleggio abbiamo girato autonomamente in lungo e in largo questi territori scoprendone l’essenza più vera.

Ogni giorno è stata una scoperta, ogni mattina ci siamo svegliati con un messaggio da parte del nostro Enrico, la persona con cui abbiamo fissato questo nostro meraviglioso viaggio, che conosce questi luoghi come le sue tasche e che per questo anche da lontano, ci ha guidati in maniera eccellente.

Con i suoi messaggi vocali e le sue cartine disegnate a mano è stato come partecipare ad una caccia al tesoro.

” troverete la valle dell’amore se seguirete le indicazioni del prossimo vocale”

“in fondo alla strada troverete Mamhet, un mio carissimo amico che vi accompagnerà alla visita del castello”

Abbiamo conosciuto la parte più autentica della Cappadocia e incontrato persone speciali che ci hanno accolti come dei loro vecchi amici.

Tutto filava liscio, fino al momento in cui ci siamo ritrovati inspiegabilmente in mezzo al niente, spersi per una strada sterrata circondata da campi.

 

Ma andiamo con ordine…

 

Abbiamo appuntamento alle ore 18.00 a Sarihan, con il sig. Bulent , sempre un caro amico di Enrico che ci aspetta lì per farci visitare il caravanserraglio prima di assistere allo spettacolo dei dervisci rotanti prenotato per le ore 18.30.

Dalla nostra posizione ci vogliono circa 25 minuti per arrivare, mettiamo il navigatore e partiamo!

Dopo una mezz’oretta capiamo che c’è qualcosa che non va, le indicazioni di Bulent e di Enrico non combaciano più con il nostro Google Maps, che sembra averci mandato da tutt’altra parte.

Dubbi e perplessità si insidiano tra di noi, la nostra visita al Caravanserraglio sta saltando e così anche la danza dei Dervirsci, ma soprattutto non abbiamo la minima idea di dove siamo e di dove stiamo andando.

Enrico con i suoi messaggi prova a darci indicazioni, non si capacita di come non abbiamo fatto ancora a trovarlo e soprattutto a vederlo, visto le sue dimensioni, ma noi ormai siamo in confusione, sfrecciamo da una parte all’altra con la nostra Renault bianca, le poche persone che incontriamo ci guardano con occhi attoniti.

Imbocchiamo alla cieca, una strada sterrata e la percorriamo per diversi km, pensando, ingenuamente, che sia quella giusta, fino a quando non ci rendiamo conto che stiamo andando verso il nulla. A questo punto con il navigatore che ci rema contro e i telefoni che stanno esaurendo la batteria, rischiamo davvero di rimanere dispersi per le valli deserte della Cappadocia.

 

Ultimi 5 minuti di tempo e poi lo spettacolo avrà inizio.

 

Abbiamo ormai perso le speranze, quando arriva un’illuminazione...

 

guardiamo meglio su internet le immagini del caravanserraglio e ci accorgiamo, in effetti, di aver visto questa struttura e di averla passata circa una mezzoretta prima, torniamo indietro e finalmente la troviamo!

E con sorpresa scopriamo che Bulent ha fatto ritardare lo spettacolo per noi, così ce lo possiamo godere dall’inizio alla fine.

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