3 giorni a Dublino..ecco cosa fare e cosa vedere nella capitale d'Irlanda.

 

Per il compleanno delle gemelle, che è ad ottobre, siamo volati 3 giorni nella capitale irlandese, Dublino! che ci ha piacevolmente colpiti per le numerosissime cose da fare e da vedere. E’ una città a misura d’uomo che si può visitare tranquillamente a piedi, giovane, accogliente e divertente, perciò una meta assolutamente perfetta per festeggiare!

 

Queste sono le cose principali da fare e da vedere;

 

PRIMO GIORNO

 

  • Iniziamo i festeggiamenti dal Temple Bar, che si trova nel quartiere omonimo. Sicuramente il luogo più famoso, fotografato e visitato di Dublino, ma anche quello meno frequentato dagli irlandesi, che si dice vengono qui solo nel caso non vogliano farsi trovare. Sempre affollatissimo sia di giorno che di sera da numerosissimi turisti, e dove scorrono fiumi di birra, naturalmente Guinnes, bevuti a ritmo di musica live. A metà mattinata eravamo già belli carichi con un boccale in mano a cantare a squarciagola “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd.
  •      Continuiamo il nostro giro verso O’ Connel street l’arteria principale di tutta la città, e dove si trovano numerosi negozi e hotel ma soprattutto dove si sono verificati importanti avvenimenti storici, come l’insurrezione di Pasqua del 1916.

  •      Il General Post Office (GPO), che è la sede del servizio postale irlandese è infatti uno degli edifici più famosi e importanti d’Irlanda proprio perché servì da quartier generale dei leader della rivolta di Pasqua e dove fu letta la proclamazione d’indipendenza conclusasi poi con nulla di fatto e con l’esecuzione dei rivoltosi. La cosa incredibile è che sulle colonne esterne delle poste, si vedono ancora i fori dei proiettili sparati dalle forze britanniche.

  •       Quando si è in O’Connol street non si può non notare The Spire una specie di gigantesco spillo in acciaio e alto 120 mt. Questa scultura sembra quasi voler toccare il cielo tanto che è definita la più alta del mondo ed è considerata per tutti i Dublinesi ma lo è stata anche per noi un punto di riferimento e di orientamento. Quando non eravamo sicuri di dove ci trovassimo bastava guardare in alto e vedere lo “spillo” per orientarci subito.

  •  Passeggiamo lungo le sponde del fiume Liffey fino ad arrivare al celebre ponte pedonale Ha’Penny Bridge chiamato così perché un tempo occorreva pagare un penny per poterlo attraversare. Questo è indubbiamente un luogo romantico e scenografico, tra i più fotografati della città e quindi assolutamente da non perdere!
  • Un’altra attrazione di Dublino assolutamente da non perdere è la statua di bronzo ad altezza naturale di Molly Malone, una fanciulla che secondo la leggenda visse intorno al XVII secolo. Si narra che questa ragazza avesse una doppia professione, di giorno pescivendola e di notte prostituta. Probabilmente morì all’età di 36 per colera o per una malattia trasmessale da uno dei suoi clienti. Secondo la leggenda il fantasma di questa misteriosa fanciulla vagherebbe senza pace da secoli per le vie del centro soprattutto nelle sere nebbiose. La cosa certa è che oggi questa statua è diventata un simbolo che attira numerosi turisti che le toccano il seno in segno di portafortuna.
  •       Proseguiamo verso il Trinity College l’università più antica e celebre d’Irlanda all’interno della quale si trova l’Old Library che ospita;

Il Book of Kells, uno dei più grandi tesori culturali d’Irlanda. Un manoscritto medievale tra i più famosi della storia e realizzato a mano più di 1000 anni fa. Quest’ultimo contiene i quattro Vangeli del Nuovo Testamento in latino e ogni pagina presenta elaborate immagini e intricate decorazioni.

E la loong room un’incredibile biblioteca che ospita 250.000 libri e documenti storici, tra i più antichi d’Irlanda tra cui la Proclamazione della Repubblica d’Irlanda, durante l’insurrezione di Pasqua del 1916, e la più antica arpa irlandese.

  •  Ultima tappa di giornata decidiamo di visitare la Teeling Distillery, e continuare a festeggiare con una bella degustazione di Wiskey irlandese. Inaugurata nel 2015 dai fratelli Jack e Stephen Teeling, è stata la prima a riaprire a Dublino dopo 125 anni e dopo quasi 40 anni dalla chiusura dell’ultimo impianto in quella che nell’Ottocento era considerata la capitale mondiale del whiskey.

SECONDO GIORNO

 

Per il nostro secondo giorno a Dublino, decidiamo di fare un’escursione fuori porta e andare a visitare le scogliere di Moher. Per raggiungere la costa ovest dove si trovano le scogliere ci vogliono circa 3 ore che noi scegliamo di fare in autonomia noleggiando una macchina.

 

  •         Lungo il tragitto facciamo una sosta per visitare Galaway, una vivace cittadina che colpisce subito per la sua atmosfera tipica e di altri tempi. Si rimane colpiti dalle sue colorate vie, con artisti di strada che cantano e suonano, dai numerosi tipici pub dove assaporare e gustare ottimi piatti di salmone o frutti di mare, e dalla fila di casette color pastello lungo la The Long Walk.

  •  Da Galaway impieghiamo poco più di un’ora, immersi tra le campagne irlandesi, per arrivare alle Cliffs of Moher. Qui il vento tira forte e il paesaggio è tra i più suggestivi mai visti. Scogliere alte più di 200 mt a strapiombo sul mare, tinteggiate di un verde che, se illuminato dal sole diventa quasi accecante in contrasto con l’azzurro del mare e del cielo. Ci sono 2 percorsi per ammirarle entrambi mesi in sicurezza da pietre alte 1 mt e mezzo, per evitare ulteriori morti. Queste scogliere sono così scenografiche da essere state utilizzate anche come scenario per diversi film tra cui Harry Potter e il Principe mezzosangue.

Rientriamo a Dublino in tarda sera, appena in tempo (le cucine chiudono presto) per fermarci in uno dei tanti pub per la cena.

TERZO E ULTIMO GIORNO

 

  • Dedichiamo la prima tappa di questo ultimo giorno alla visita del Phoenix  Park il parco urbano più grande d’Europa con ben 700 ettari di verde. Un luogo davvero unico per venire a rilassarsi o a fare jogging. All’interno si trovano la residenza del presidente della Repubblica e quella dell’ambasciatore degli Stati Uniti. – Ma la vera attrazione di questo posto e il motivo per cui è così celebre e visitato da numerosi turisti sono dei dolcissimi e amorevoli cervi, che convivono tranquillamente con i passanti e dai quali si lasciano pazientemente fotografare.
  • Torniamo in centro accompagnati da un taxi e girovaghiamo per un po' tra le vie del centro ammirando una delle tante attrazioni di questa città, ovvero le sue numerose porte colorate, una più carina dell’altra. A questo punto in merito a quest’ultime sono nate due leggende che ne spiegano il motivo. Secondo la prima leggenda 2 scrittori dipinsero le porte di colore diverso perché tornando a casa ubriachi dai pub spesso entravano uno nella casa dell’altro. La seconda leggenda narra che dopo la morte del marito la Regina Vittoria d’Inghilterra in segno di lutto fece dipingere tutte le porte di nero, gli irlandesi per dispetto le ridipinsero tutte colorate.
  •  Camminiamo fino ad arrivare alla Guinness storehouse la mitica fabbrica della birra Guinnes, che è anche uno dei luoghi più visitati d’Irlanda, costruita su 7 piani che raccontano tutti i segreti, gli aspetti e le caratteristiche di questa birra così iconica e così amata. Il consiglio è di acquistare in anticipo i biglietti online per evitare di fare come noi che arrivati lì non abbiamo trovato posto per entrare.
  •  Concludiamo la giornata,  prima di fare rientro in aeroporto, nel quartiere dei Docklands, un tempo la zona portuale di Dublino malfamata disagiata e trascurata e che oggi invece, una volta riqualificata si è trasformata in uno dei quartieri più trendy e vivaci della città. Oltre ad essere il distretto finanziario dove si trovano le principali aziende come la Google, sono sorti anche negozi, centri commerciali, teatri, catene di hotel, pub alla moda e locali gourmet. Ma anche opere dall’architettura strabiliante come il Samuel Beckett Bridge progettato a forma di arpa, dal famoso architetto spagnolo Calatrava, e diventato oggi un punto di riferimento iconico della città di Dublino ed è proprio qui che finisce il nostro viaggio in questa affascinante città.

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